
L’area è costituita da due zone distinte:
il Bosco di Scardavilla (Riserva Regionale dal 1991) e l’impluvio
del torrente Para (proposto Sito di Interesse Comunitaria).
Il Bosco di Scardavilla è un querceto a dominanza di Cerro (Quercus
cerris) di notevole importanza naturalistica in quanto testimone delle
antiche foreste che ricoprivano nel passato gran parte del territorio
della nostra regione; il biotopo possiede un’elevata ricchezza floristica
e faunistica favorita dalla sua posizione geografica e dal terreno moderatamente
acido, fattori che hanno permesso l’insediamento e l’affermazione
di piante mediterranee calcifughe (Cistus salvifolius, Erica arborea)
contrapposte a specie dei climi freschi e dei suoli evoluti come Dente
di cane (Erythronium dens-canis), Giglio rosso (Lilium bulbiferum), Carex
pallescens e la felce Polystichum aculeatum, decisamente rara in collina.
Studi faunistici confermano la notevole quantità di specie soprattutto
tra gli invertebrati: degni di nota i lepidotteri Zerynthia polyxena e
Lycaena dispar e i coleotteri Lucanus cervus –Cervo volante- e Cerambyx
cerdo -Cerambice delle querce-, inseriti negli elenchi di specie protette
dalle convenzioni internazionali CEE.
Tra gli anfibi sono state rilevate tutte le specie potenzialmente presenti
in collina come Rana verde, Rospo comune e Rospo smeraldino, Rana agile,
Raganella, Tritone crestato e Tritone punteggiato.
L’impluvio del Para è contraddistinto da una vegetazione
rada su pendici argillose che generano anfiteatri calanchivi debolmente
ricoperti da arbusti tra cui rose, Biancospino, Pruno selvatico e Ginestra
odorosa.
Comuni le varie specie di uccelli legate alle zone aperte povere di vegetazione
come Occhiocotto, Quaglia, Starna e Gheppio; a queste si aggiungono Picchio
rosso maggiore e Picchio verde favoriti dalla presenza di pioppi che vegetano
lungo l’asta torrentizia laddove non è raro scorgere, tra
le rive degli stagni la timida Gallinella d’acqua.
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