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La formazione Gessoso-Solfifera (Gessoso-Solfifera)
Nonostante con l’emersione della Marnosa-Arenacea l’entroterra
forlivese fosse quasi del tutto “all’asciutto”,
in quella che oggi identifichiamo come fascia medio collinare
esistevano laghi e lagune salmastre; con l’evaporazione
totale di questi bacini si depositarono, concentrandosi, grandi
quantità di “sali” cristallizzandosi in
minerali di Gesso e di Zolfo (formazione Gessoso-Solfifera).
Oggi questi accumuli in parte affiorano in parte risultano
ricoperti dalle coltri di rocce (vedi oltre) depositatesi
successivamente con la nuova ingressione marina del periodo
Pliocenico. Laddove le bancate di Gesso e Zolfo si presentarono
sufficientemente estese e potenti, si sviluppò, anche
localmente, una modesta attività estrattiva a carico
di questi minerali (Zolfo in particolare) discretamente diffusi
nel forlivese a Predappio, Valdinoce di Meldola (fosso del
Paladino) e Formignano-Borello, nella Valle del Savio.
Varie sono anche le sorgenti minerali (salso iodiche, sulfuree
per esempio) che prendono origine da queste deposizioni profonde;
le sorgenti Castrocaresi della Bolga e della Fratta, in comune
di Bertinoro, sono note da diversi secoli è da tempo
i fanghi estratti sono utilizzati nella cosmesi o nella terapia
preventiva e curativa di certe malattie cutanee, parallelamente
le acque minerali sono impiegate come aerosol per lenire patologiche
a carico dell’apparato respiratorio.
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