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La formazione Marnoso-Arenacea (Marnoso-Arenacea)
La formazione Marnoso-Arenacea è il risultato della
lenta stratificazione, avvenuta per fasi successive, delle
cosiddette correnti di torbida sottomarine. I fiumi “primitivi”
che solcavano quelle porzioni degli Appennini toscani già
emersi trasportavano, nell’allora conca sottomarina
romagnola-marchigiana, dei residui che ivi sedimentavano.
Movimenti franosi sottomarini dovuti all’instabilità
di queste pile di sedimenti creavano delle “fangose
correnti” che ridepositandosi e compattandosi diedero
origine a questa formazione a “sandwich”. Gli
strati di arenaria, a granulometria più grossa (sabbiosa)
e intimamente più cementati si alternano a quelli marnosi,
composti da particelle più fini (argillose) e nel complesso
meno tenaci tanto da risultare più deteriorabili rispetto
ai primi allorchè esposti all’azione degli agenti
atmosferici. Laddove quindi questa formazione stratificata
affiora, il fenomeno dell’erosione ne ha determinato
il suo aspetto esteriore; i processi rocciosi più o
meno pronunciati sono in funzione del differente grado di
alterabilità delle due facies rocciose. Circa 15 milioni
di anni una parte della formazione (che ha un spessore complessivo
di più di 5000 metri) ha concluso la sua emersione
dalla culla di mare che l’aveva generata dando origine
alla maggior parte dei rilievi romagnoli. La locale presenza
di arenaria da vita a piccole industrie di cavatori e scalpellini
(intagliatori), più diffuse nella porzione occidentale
della Romagna laddove anche il prodotto estratto è
di qualità sensibilmente migliore e quantitativamente
più abbondante; diversamente nel forlivese la formazione
è più ricca di marna rispetto alla più
pregiata e compatta arenaria e ciò non ha mai favorito
lo sviluppo di una fiorente attività. Nell’area
delle colline forlivesi la formazione Marnosa-Arenacea è
presente a partire dalla parte medio alta delle principali
valli, tuttavia si presenta isolata nella zona di Castelnuovo,
Monte Vescovo, Fosso del Salto e più a sud fin oltre
Bagnolo di Meldola. La presenza di questo affioramento decisamente
“separato” dalla restante formazione posta più
a monte (è circondato da altre tipologie litologiche)
fu determinata dai movimenti di orogenesi che indussero l’innalzamento
locale della formazione; questa piega dapprima si configurò
come un’enorme “gobba”, poi si frantumò
componendosi nell’assetto odierno visibilmente ricco
di forme ardite e strapiombanti e di monoliti aggettanti.
Quando il mare pliocenico fece depositare le varie coltri
sedimentarie, l’area in questione era già emersa
(si trattava di un’isola) e con il ritiro definitivo
del mare fu cintata dalle stratificazioni gessose, dallo spungone
e dalle argille.
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